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Il giallo è servito

06 April 2003

San Pellegrino Terme (BG) – Una pizza con Giorgio Faletti, parlando del suo best-seller “Io uccido”, dell’ictus che lo colpì il giorno dell’uscita del libro, dei suoi interessi, della passione per la musica. Un’intervista con Luca Crovi per “Tutti i colori del giallo”, trasmissione radiofonica in onda su RadioRai 2 ogni sabato e domenica alle 13. Colazione con Carlo Lucarelli, quattro chiacchiere e scambio di vedute coi “compaesani” Santo Piazzese e Roberto Alajmo, un caffè col simpaticissimo Bruno Gambarotta, una sigaretta col mitico Carlo Fruttero, l’aranciata sorseggiata con Gianrico Carofiglio, un bicchiere con Andrea G. Pinketts, un brindisi con Andrea Carlo Cappi e poi la grandissima Tecla Dozio, il pingue Raffaele Crovi e tanti, tanti altri.
Signori il giallo è servito.
A San Pellegrino Terme, bellissima cittadina bergamasca bagnata dal Brembo (qui si producono la famosa aranciata San Pellegrino), in un posto magnifico come l’ex Casinò Municipale, dal 3 al 6 aprile scorso, si è svolta la seconda edizione del Festival del Giallo Italiano e chi scrive, senza ancora neppure sapere come, era tra i trenta giallisti ospiti. Un’esperienza magnifica ed esaltante. Le giornate scorrevano via scandite dai partecipatissimi incontri che si succedevano mattina e pomeriggio parlando di libri ed impegno sociale, cultura e sviluppo, intervallate dalle musiche di Luciano Ravasio. A pranzo gli ospiti potevano sedere accanto agli scrittori e con loro chiacchierare e la sera spettacoli e festa: le canzoni di Nanni Svampa e Claudio Sanfilippo, la messa in scena delle opere di Buzzati, il ricordo di Simenon, un inedito del grande Giorgio Scerbanenco. E poi appunto le cene dei detectives, per consentire agli amanti del genere, di immergersi attraverso il cibo, in un’atmosfera da thrilling e dialogare con gli autori.
E mentre noi autori soddisfacevamo le curiosità dei lettori di noir, al contempo assaporavamo le lauta cucina bergamasca, gustando bocconcini di cervo e capriolo in salmì, lepre selvatica e formaggi caprini e respirando l’aria salubre delle Alpi. E tutto questo, grazie ad un personaggio come il mio maresciallo Saverio Bonanno, che vive ed opera nella Montanvalle (il Vallone), dove rappresenta l’Arma, ma anche il prototipo dell’uomo medio gravato da dubbi e problemi di non poco conto. Come dire: dalla Sicilia alle Alpi.




Da sinistra: Roberto Mistretta, Giorgio Faletti e lo scrittore modenese Luigi Guicciardi

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