Eventi

La Repubblica parla di Sordide note infernali

05 July 2005

La Repubblica (ed. di Palermo), 29.6.2005
I libri
L'Isola in nero scopre altri eroi
L´ultimo Montalbano, che sornione si affaccia dalla sua "luna di carta"; il maresciallo Antonio Brancato, venuto fuori dal calendario dei carabinieri e accolto da Camilleri in un libricino che è in uscita per i tipi della Mondadori (Il medaglione, 6,50 euro); il nuovo romanzo del giovane scrittore isolano Roberto Mistretta, "Sordide note infernali" (Todaro editore, pagine 248, 14 euro), tenuto a battesimo da Santo Piazzese, autore della prefazione.
Bastano queste buone nuove editoriali perché la Sicilia confermi la sua ambigua e inquietante natura di Isola in nero. Una terra in cui, a fronte della diminuzione dei veri morti ammazzati, si assiste alla moltiplicazione quasi ossessiva dei delitti di carta. Basti pensare per un attimo ai romanzi di autori come Santo Piazzese, Piergiorgio Di Cara, Valentina Gebbia, Domenico Cacopardo, Gaetano Savatteri, capitanati dall´instancabile Andrea Camilleri, il quale, fresco dell´uscita della nuova avventura di Montalbano, sta per riempire gli scaffali delle librerie con un racconto che ha come protagonista il maresciallo dei carabinieri Antonio Brancato. Il maresciallo, che in realtà ha già fatto bella mostra di sé nel calendario dell´Arma di quest´anno, è da cinque anni il comandante della stazione dei carabinieri di Belcolle, un paese siciliano quasi da cartolina, ed è benvoluto e rispettato dalla gente del posto, di cui sa vita, morte e miracoli. O almeno così pensa: cosa nasconde infatti il settantenne Ciccino Barbaro? Per quale motivo non vuole che nessuno, dopo la morte della moglie, si avvicini alla sua isolata casa di campagna? Il maresciallo Brancato riuscirà a far luce sul mistero. Roberto Mistretta, invece, si è inventato una storia con tanto di serial killer, ambientata in un´area della Sicilia difficilmente individuabile in una carta geografica, come ha scritto Piazzese nella prefazione, ma facilmente identificabile: si tratta della Montavalle, che corrisponde pressappoco al Vallone di Mussomeli. Ed è forse per la prima volta che in Sicilia sia in azione un assassino seriale che, nelle pagine di Mistretta, deve però fare i conti con Angelo Duncan, commissario coriaceo e atrabiliare.
Salvatore Ferlita

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