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Ancora una recensione su Sordide note

21 July 2005

Roberto Mistretta è l’ultima scoperta della scuderia Todaro, ottima casa editrice di Lugano che si avvale della preziosa collaborazione di Tecla Dozio. Però Mistretta non è certo un autore esordiente e io posso vantarmi di aver letto tutti i suoi precedenti libri (anche le fiabe e i racconti per ragazzi) e di aver pubblicato anche un suo racconto inedito sul Foglio Letterario numero 24 (Un grido senza parole). Non voglio certo arrogarmi il merito di aver scoperto Mistretta prima di Tecla Dozio, talent scout indiscussa nel mondo dei giallisti, però che Roberto aveva stoffa da vendere si capiva sin dalle avventure del maresciallo Bonanno edite da Terzo Millennio (Non crescere troppo e Il canto dell’upupa). Spero solo che questi romanzi gialli prima o poi vengano ristampati da un editore maggiore e per il momento mi inorgoglisce il fatto che il mio così poco venduto Nero tropicale compare nella stessa collana dei libri di Mistretta.

Sordide note infernali è un noir di quelli che piacciono a me, una storia cruda e dura che a tratti sconfina nell’horror per via di alcune sequenze violente funzionali al racconto. Gelo Duncan è il commissario protagonista dell’indagine che si avvale di un gruppo di aiutanti come Bimbo, Reflex, Franco e Nello. Un commissario molto diverso dal precedente personaggio di Saverio Bonanno, più duro e meno pacioccone, meno amante della buona tavola e più mastino. Il libro racconta la caccia a un diabolico serial killer che sgozza le sue vittime con una corda di violino. Gelo Duncan mette in scena una lotta serrata con l’assassino e porta il lettore verso un finale sconvolgente. Sordide note infernali è un noir serrato e intenso che va avanti alternando pagine di pura poesia a omicidi efferati e le parti dove l’autore racconta l’amore per la moglie e l’attesa del primo figlio sono pura letteratura. Piccoli episodi autobiografici vengono rimaneggiati da un vero narratore e diventano trama di un romanzo che vi consiglio di non lasciarvi sfuggire. Mistretta sarà uno dei nomi nuovi del noir italiano e bene ha fatto Tecla Dozio a scommettere su questo siciliano innamorato di Andrea Camilleri.

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