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il diadema di pietra a Caltanissetta

14 June 2009

Di Carmelo Barba pubblicato sul sito www.castelloincantato.it

CALTANISSETTA - E’ stato presentato ieri l’altro pomeriggio, nella sala del museo diocesano di Caltanissetta, il libro ”il diadema di pietra”dello scrittore Roberto Mistretta. Al tavolo della presidenza Michele Mancuso, Presidente del Consiglio Provinciale di Caltanissetta, Roberto Mistretta autore del libro, Salvatore Falzone giornalista moderatore e mons. Mario Russotto, relatore. Presenti il Vicario Generale don Pino La Placa, l’on. Filippo Misuraca, il consigliere provinciale Salvuccio Bellanca, amici ed estimatori dello scrittore. Come sopra detto, relatore d’eccezione il Vescovo Mons. Mario Russotto, che conversando con alcuni degli intervenuti, ancora prima che iniziasse l’incontro, aveva detto di avere letto il libro di Mistretta in tre sere, mentre il Mancuso lo aveva letto a piccoli spezzoni. Ha moderato l’incontro il giornalista Salvatore Falzone che, dopo aver dato il suo benvenuto agli intervenuti ,senza tanti preamboli, ha simpaticamente presentato l’identikit dell’autore, estrapolandolo, appunto, dallo stesso sito dell’autore: “Nato morto in una domenica di settembre e riportato in vita dalle cure energiche di un medico di altri tempi, Roberto Mistretta ha subito danni irreparabili al cervello che lo portano a scrivere noir durissimi alternati a delicate fiabe e romanzi per ragazzi…” In effetti, le sue “fatiche”, i suoi successi, gli danno ragione. Giudizi positivi sono stati espressi dal Presidente Michele Mancuso, avendo già letto, a più riprese, il romanzo. Ha voluto sottolineare il suo interessamento affinché questo libro venga diffuso in alcune scuole della provincia. Successivamente, prima di prendere la parola l’illustre relatore, appunto, Sua Eccellenza Mons Mario Russotto, il moderatore ha comunicato ai presenti che il Presule è un grande lettore di libri gialli per averne letti tanti e scherzosamente ha azzardato l’uscita di un nuovo giallo, magari scritto direttamente da mons. Russotto, suscitando, fra i presenti, ilarità e compiacimento. La presentazione del libro è iniziata con una domanda e risposta dello stesso relatore. “Perché il Vescovo presenta un romanzo?” Continuando ha lasciato intendere “per stima ed amicizia” verso l’autore che ha avuto modo di conoscere durante la sua visita pastorale a Mussomeli. Ha, poi, confermato quanto precedentemente aveva detto il moderatore e cioè di aver letto tanti libri gialli passando, successivamente, alla presentazione del romanzo con un’analisi assai profonda del testo mettendo in risalto il tempo impiegato dall’autore per la definitiva stesura, i particolari della narrazione, taluni spunti per l’immaginazione del lettore, il coinvolgimento del lettore, le due trame del romanzo rappresentate in un’unica trama, i personaggi e la loro umanità. Mons. Russotto ha definito, poi, il libro di Roberto Mistretta come “una pietanza, il cui condimento non l’annulla ma l’arricchisce.” Ed ancora così ha proseguito :”Roberto si diletta a descrivere il condimento dei piatti tipici” Una presentazione, dunque, dotta e che ha lasciato stupito e compiaciuto l’uditorio. A questo punto, dopo l’esaustiva presentazione del romanzo da parte del Vescovo, il moderatore non poteva non fare parlare l’autore, e gli ha ricolto alcune domande: “Sempre più spesso in Sicilia il noir viene preso a pretesto per raccontare altre storie. Si riconosce in questo?”. Credo che ognuno debba essere libero di esprimere quello che ha dentro con gli strumenti e con le storie che sente più congeniali. Detto questo, per quanto mi riguarda sono molto attratto dallo scrittore impegnato che nel raccontare le sue storie non dimentica le problematiche che travagliano il proprio tempo e cerca di dare il suo contributo di speranza ma anche di sferzare questa nostra epicurea società impegnata a consumare schede telefoniche e droghe. Mi hanno insegnato che piuttosto che gridare contro il buio che avanza è meglio accendere una candela. Ecco: un libro, al pari di un film di una canzone di pièce teatrale, è una luce nella notte. Un libro è capace di scuotere le coscienze. E’ accaduto in passato ed accade tutt’ora: Gomorra, ad esempio, ha squarciato il velo sugli intrecci politico-camorristico-affaristico snocciolando nomi, date, cifre. Un libro coraggioso perché specchio fedele di una realtà sotto gli occhi di tutti ma che nessuno vedeva o faceva finta di non vedere, come continua ad accadere con la prostituzione e la pedofilia e tante altre problematiche che riguardano tutti noi. Coi miei libri cerco solo di dare voce ai più deboli ed ho avuto riscontri con lettori e lettrici che mi hanno testimoniato le proprie sofferenze e mi hanno aperto i loro cuori sulle atrocità sepolte nel loro passato, dando voce a quel bambino che erano e che non ha mai smesso di avere paura e gridare. Ecco, per quanto mi riguarda, queste testimonianze sono quanto di più gratificante possa capitare ad uno scrittore, perché significa che è stato toccato il cuore del lettore. Quanto ha condizionato il boom di Camilleri gli scrittori isolani? Il sorprendente quanto meritato successo di Andrea Camilleri mi ha relegato per lunghi anni in quello che con occhio lungo l’amico e scrittore Valerio Varesi ha definito “Il cono d’ombra camilleriano”. Vivo a 40 km da Vigata/Porto Empedocle e gli editori temevano il confronto del mio Bonanno con Montalbano sia per la descrizione dei luoghi che per il linguaggio utilizzato. In me ha creduto per prima un minuscolo editore nisseno ma senza distribuzione nazionale un libro vale poco. Ad un certo punto ho detto basta ed ho inventato un nuovo personaggio, il commissario italo-americano Angelo Duncan e una storia durissima, solo per dimostrare che non copiavo nessuno. Nel frattempo grazie alla mia agente tedesca, Bonanno ha fatto breccia in Germania e la sua prima avventura, pubblicata nel 2006, ha venduto bene e anche negli anni seguenti i lettori mi hanno dimostrato affetto e spero che lo stesso facciano i lettori italiani. E per concludere voglio citare quanto sostenuto da Santo Piazzese nel corso di un incontro a Mussomeli: “Gli autori siciliani hanno in comune la stessa parlata, lo stesso sole, lo stesso mare, gli stessi sapori, in fondo quindi si assomigliano tutti ma ognuno è originale a modo suo”. Sono seguiti alcuni interventi del pubblico fra cui l’onorevole Misuraca ed Alfonso Cipolla di Milena, complimentandosi con l’autore e ringraziando il Vescovo per la sua eccezionale relazione. Intanto oggi pomeriggio il libro viene presentato a Catania e per saperne di pù:http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2009/06/10/il-maresciallo-bonanno-e-i-personaggi-seriali-incontro-con-roberto-mistretta/

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