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Test positivo consiglia "Il diadema di pietra"

08 August 2009

Il maresciallo dei carabinieri Saverio Bonanno è un personaggio riuscitissimo uscito dalla penna di Roberto Mistretta, un autore ancora poco conosciuto in Italia ma che speriamo trovi il meritato apprezzamento. Le atmosfere di paese che l’autore riesce a creare hanno echi di Sciascia e di Camilleri, scrittori che lui stesso considera suoi ispiratori:
Prima di approdare al prestigioso Cairo Editore, Roberto Mistretta era stato scoperto da un piccolo editore nisseno, Terzo Millennio, che gli aveva pubblicato nel 2001 la prima avventura del maresciallo Bonanno (Non chiedere troppo, secondo classificato al Premio Fedeli) e nel 2002 una nuova avventura dello stesso simpatico personaggio (Il canto dell’upupa, menzione di merito al Giallo Mondadori). Questi due romanzi capitarono nelle mani di un’importante agente letteraria che, piaciutili, gli fece fare il contratto con l’editore tedesco Luebbe, il quale gli ha pubblicato tra il 2006 e il 2009 quattro romanzi (il quarto uscirà a settembre 2009).
In questa seconda avventura del maresciallo Saverio Bonanno ritroviamo gli stessi personaggi che si sono lasciati apprezzare nei precedenti romanzi. In particolare la trama prende spunto da uno sparo partito non si sa come dalla pistola tenuta in mano dalla signora Agatina Piditella mentre la puntava, lei dice inavvertitamente, contro il marito. Quando lei viene portata in caserma, si difende dicendo che il colpo è partito per sbaglio. Manco a farlo apposta, la signora ha alle sue dipendenze un avvocato scrupolosissimo che non lascia spazio a manovre da parte del maresciallo. Ma Saverio non crede alla versione raccontata dalla Piditella, anche perché proprio mentre lei sparava al marito lui si trovava dall’altra parte della strada, in casa della sua amata Rosalia, intento a gustare una prelibata cena. Saverio inizia ad indagare, dapprima entro i limiti di legge che l’uniforme gli impone, poi con metodi più anticonvenzionali visto che, per dissapori e malintesi con il colonnello dell’Arma, Saverio viene sospeso dall’incarico. Poco dopo, al “tentato omicidio” si aggiunge un doppio omicidio (il marito della Piditella ammazzato con l’amante) in cui viene indagato addirittura un carabiniere della caserma di Bonanno, l’appuntato Vitellaro, perché era sua la pistola con cui spararono ai due amanti e perché il movente ci sta tutto: era il marito dell’uccisa, il “cornuto”.
Saverio Bonanno non si dà pace. Ha un carattere sanguigno e dedito a servire la giustizia e a scoprire la verità, qualunque essa sia. Credendo che il suo uomo sia innocente e vittima dell’astuto piano della Piditella per sbarazzarsi del marito, indaga per conto suo con l’aiuto dei suoi fedeli subordinati, in primis il brigadiere Steppani. Sorpresa dopo sorpresa, riuscirà a ricostruire l’intrigato puzzle della vicenda, scoprendo dietro anche un giro di prostituzione e un raket di bambini costretti a chiedere l’elemosina, organizzato da malviventi albanesi.
Il romanzo è un giallo godibilissimo, con uno stile mordente e un ritmo veloce, ricco di frasi che imitano la parlata siciliana (alla Camilleri). In più i personaggi, soprattutto Bonanno, Rosalia, Steppani, sono descritti con tocchi di umanità che ricordano le ambientazioni di Chesterton, come a riconfermare una volta di più che la partita della vita, con i suoi alti e bassi, si gioca tutta nel cuore dell’uomo, e che è lì in quel punto che l’uomo è capace del bene più puro come anche del male più feroce.

Elisabetta Modena

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