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Roberto MistrettaNato morto in una domenica di settembre e riportato in vita dalle cure energiche di un medico di altri tempi, Roberto Mistretta ha subito danni irreparabili al cervello che lo portano a scrivere noir durissimi alternati a delicate fiabe e romanzi per ragazzi.

Vive in Sicilia, a Mussomeli (CL), la Villabosco dei suoi romanzi.

Laureato in Giornalismo, scrive per il quotidiano " La Sicilia " e riviste culturali. Ha realizzato scoop ripresi da Verissimo, Maurizio Costanzo Show, Telegiornali Rai e Mediaset, Il Corriere della sera, La stampa, La Repubblica, etc.

Lettore onnivoro dall’asilo, adora Robin Wood, in particolare le serie che hanno per protagonisti Dago e Nippur di Lagash. Colleziona film, francobolli e gli albi di Diabolik e Zagor (ha grande simpatia per Cico), e ama gli altri eroi di casa Bonelli.

Tra gli scrittori predilige la visione illuministica di Voltaire, il cinico disincanto di Oscar Wilde, il pessimismo della ragione di Leonardo Sciascia e il mondo piccolo di Guareschi.
A partire da Giorgio Scerbanenco, coltiva senza dare troppo nell’occhio la sua insana passione per i giallisti italiani, capaci come pochi di raccontare i mali oscuri della società, e si accosta con occhio critico alle trame inverosimili dei colleghi americani. Quando il lavoro, i libri e la famiglia non lo assorbono del tutto, si dedica alla terra e produce frutta e ortaggi biologici.

Negli scampoli di tempo, si dedica anche all’insegnamento degli studenti nell’ambito di progetti culturali scolastici.

Ama Fabrizio De Andrè, Lucio Battisti, Giorgio Gaber e i cantautori italiani anni ’70 e ‘80, che alterna a Mozart, Beethoven, Ciaikovskij.

Si riconosce nell’ingenua testardaggine di Forrest Gump e spera un giorno vivere in un Paese normale, coi politicanti di professione che sbraitano e si accapigliano, confinati nell’isola dei noiosi.