News

Camilleri parla de Il canto dell'upupa

In vacanza nella sua Vigàta, lo scrittore, in una video intervista in esclusiva, definisce il libro molto interessante

"Conosco Roberto Mistretta, non di persona. ha scritto un libro che ho letto, sì, Il canto dell'upupa, così si intitola. Mi era stato anche chiesto di presentarlo a Roma, ma non l'ho fatto solo perché me lo chiedono in mille e se accontento uno gli altri ci rimangono male, ma il libro era piuttosto interessante. Un buon libro".
Così il maestro Andrea Camilleri ha dichiarato agli organizzatori della Festa dell'Unità del Vallone (la Montanvalle del libro) che si terrà a Mussomeli (la Villabosco letteraria) dal 2 al 5 settembre prossimo.
Sugli autori di Mussomeli quindi, la letteratura e il rapporto con il pubblico, la religione e il suo rapporto con Dio, l’impegno civile e la politica, intorno a Montalbano, la ‘mbriulata, personaggi siciliani sono i temi di questa videointervista. Si inizia da cose e scrittori di Mussomeli, verso i quali lo scrittore empedoclino mostra appunto curiosità e conoscenza. Parla, con una punta di amarezza, del suo rapporto con la critica marxista, Pietro Citati e soprattutto Alberto Asor Rosa (quest’ultimo non lo ha mai letto), segnato da disprezzo e dileggio nei suoi confronti, lamentando un pregiudiziale atteggiamento negativo, inaccettabile, considerato il successo di pubblico che lo scrittore ha avuto.
Il capitolo più interessante ha riguardato la politica e l’impegno civile. Qui Camilleri ha dichiarato la sua antica ed ostinata fede comunista, ricordando che in passato “Il partito era unito e non vi era frattura tra i dirigenti e la base”. Ha criticato il mutamento generazionale e il nuovo costume politico che vede protagonisti della scena personaggi mediocri, catapultati dall’alto nell’agone politico. Altro aspetto, la mancata relazione tra il partito e il sindacato, nei rispettivi ruoli e funzioni, l’incuranza e la scarsa attenzione nei confronti degli elettori, verso i quali manca l’ascolto dei bisogni.
Su Montalbano ha chiarito la genesi creativa che lo ha condotto alla costruzione di un personaggio riconoscibile da tutti per umanità e compiutezza narrativa. E parlando della nuova raccolta delle sue opere in uscita nella prestigiosa collana I Meridiani della Mondadori, ha affermato con sapida ironia che farà rodere di invidia il senatore Dell’Utri, per via della sua nota militanza politica.
Dall’emozionante incontro con lo scrittore empedoclino sono emersi lo spessore umano e la squisita gentilezza di un uomo esperto e vivace, che ha dedicato un momento di rara sensibilità ad una lettrice ammalata terminale di cancro che grazie ai suoi libri ha ritrovato il sorriso. Così come la sua epicurea e goduta sicilianità si è manifestata quando odorando una prelibata delizia la ‘mbriulata, portatagli in dono dagli ospiti Mussomeli, gli ha fatto esclamare un famoso epiteto siculo, caratteristico della parlata del celeberrimo Salvo Montalbano da Vigàta.
La video intervista sarà trasmessa domenica 5 settembre alle 20.30


Articolo inserito il 30/08/2004

indietro