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Sordide note infernali su Brivido Giallo

Una recensione di Rina Brundu ospitata sul noto portale del giallo

Una gran bel noir l’ultimo romanzo del giornalista e scrittore Roberto Mistretta. Bello perché la storia raccontata, grazie all’indubbia capacità dell’autore, sa aprirsi con facilità ogni varco necessario dentro i percorsi mentali di chi legge.
Percorsi che debbono proporsi comunque allenati per stare al passo con i tempi e con i modi del vulcanico commissario Angelo Duncan, il protagonista indiscusso ed il vero deus ex machina di Sordide note infernali.
Non potrebbe essere altrimenti però, perchè la nuova creazione di Mistretta entra a buon diritto tra le fila dei cosiddetti hard boiled detective che vedono nel chandleriano Philip Marlow l’eroe di genere per eccellenza.
Come ogni vero duro dunque, Duncan sa fare della propria angoscia esistenziale il motore trainante dell’azione. La vicenda umana e professionale del personaggio diventa quindi, quasi naturalmente, storia vissuta sulla pelle del lettore affascinato che, volente o nolente, si ritrova pure trascinato dentro il pericoloso vortice delle danze. Infernali, appunto.
Rispetto al clichè dei primi romanzi di genere (gli anni ’30 furono l’epoca d’oro), c’è da dire tuttavia che in Sordide note infernali, l’attrito che determina e sorregge la storia privata dell’eroe, non è procurato dalla sua sola, semplicistica necessità di trovare un qualche equilibrio tra l’istinto di cacciatore di criminali ed il difficile background sociale di riferimento.
Al contrario, dietro l’infelicità latente di Duncan si leggono soprattutto le ragioni dell’uomo. Dell’uomo nudo. Dell’uomo fondamentalmente solo. Così come quelle del compagno di vita. E, nel caso specifico, anche le ragioni del padre. Di di un futuro padre che non può e non sa far tacere i severi rimbrotti della coscienza e che ad un tempo, nonostante la scorza di mastino tutto d’un pezzo, si scopre impotente davanti al tormento imposto dalle sue più segrete fobie.
Paure, rogne, naturalmente giustificate nel particolare contesto, e che traggono linfa vitale dall’estrinsecarsi di un parallelo plot criminale ricercato, ben costruito, capace di portarsi verso il suo spettacolare finale, mantenendo sempre una tensione ideale.
Tensione ideale tenuta viva anche dallo spregiudicato uso di un “affascinante linguaggio” con cui Mistretta, come un novello Marlowe del ventunesimo secolo, non si fa scrupolo di “giocare”.
Senza entrare troppo nel merito, e per ovvie ragioni, occorre inoltre aggiungere che benchè figlio del grande filone classico di cui si è detto, Sordide note infernali, resta romanzo del proprio tempo, con una Sicilia rarefatta tutta da godere sullo sfondo. In simile maniera, anche il suo primo attore è senz’altro figlio di una dimensione moderna ed è forse in virtù di questa verità che il conflitto interiore potrà impedirlo sempre e soltanto un poco.
Un tocco lieve, ma non ci sono dubbi che basti a fare della nuova creatura di Mistretta un eroe fondamentalmente diverso rispetto alla categoria dei duri e puri tout court. Così come non ci sono dubbi che il commissario Duncan sia uomo con idea ben formata su come occorra amministrare la giustizia sul territorio e che da questo fermo credo dipenda la sua formidabile capacità di trasformarsi da eroe in anti-eroe finalmente liberato, da Angelo qualunque in quel Gelo Duncan determinato ad osare davvero....
Quanto? Tanto.

Sordide note infernali
Di Roberto Mistretta
Todaro Editore
Euro 14.00



Articolo inserito il 12/02/2006 09:25:53

Ulteriori approfondimenti su: http://www.brividogiallo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=82

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