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La Tela Nera parla di Sordide note infernali

Una recensione di Alessio Valsecchi sull'ultimo noir di Roberto Mistretta

Trama:
Sicilia. Un commissariato diretto dal commissario "mastino" Angelo Duncan, affiancato dai suoi simpatici e scapestrati aiutanti. Una ragazza, dalla folta capigliatura bruna, viene sgozzata nella sua casa. Sembra un classico delitto passionale se non fosse per una strana collana lasciatale al collo e una "sonata" per violino. Note sordide e infernali destinate a ripetersi ancora. Le indagini di Duncan si scontreranno ben presto con una realtà terribile, dove dovrà giocare una partita a due con un assassino, abilissimo e geniale.
Un noir incalzante, un finale durissimo.

Giudizio:
Roberto Mistretta è approdato alla Todaro Editore dopo aver pubblicato una serie di romanzi gialli per la Terzo Millennio Editore con protagonista il Maresciallo Saverio Bonanno, opere che lo hanno fatto conoscere e apprezzare dal pubblico "di genere". Alla collana Impronte, curata da Tecla Dozio, Mistretta ha portato in dote un nuovo protagonista, il commissario Angelo "Gelo" Duncan, ben diverso dal suo collega Bonanno.
Se il primo infatti poteva essere accostato al "classico" poliziotto dal cuore d'oro, affabile e ben contento di cedere ai piaceri della vita (sprattutto se stanno su una tavola imbandita), Duncan è invece paragonabile a un bastardo ottenuto incrociando un cane da caccia (per il fiuto nelle indagini) a un feroce mastino (per la sua "fisicità" e determinazione), un animale da indagini mosso dall'istinto, dalla passione, dall'ambizione che difficilmente si fa distrarre dai suoi compiti di rappresentante della legge.
Questo nuovo personaggio, complesso e tormentato, si muove all'interno di un romanzo dal ritmo teso e incalzante, segnato profondamente (come lo stesso protagonista) da crudi fatti di sangue e da una realtà dura e impietosa, che lasciano poco spazio alla "Sicilia romanzata" di tante altre opere gialle.

Con stile pulito ed essenziale, squarciato di tanto in tanto da passi tanto introspettivi quanto poetici, Mistretta sprofonda il lettore da subito nelle vicende malate e violente che Gelo Duncan, insieme al solito/solido manipolo di fedeli collaboratori, dovranno fronteggiare e risolvere, a rischio della loro vita e di quella dei loro cari.
Man mano che le pagine scorrono e la trama s'ingarbuglia arriviamo a conoscere sempre meglio l'uomo Duncan, così diverso dal suo alter ego poliziotto, e il romanzo mostra maggiormente i suoi differenti livelli di lettura, taluni doverosamente legati "al genere" altri invece ai temi universali indispensabili alle opere letterarie che come questo Sordide note infernali vogliono andare oltre l'essere del semplice intrattenimento.

Un romanzo che conferma il talento di Mistretta e che ce lo mostra sotto luci e toni diversi, a tratti sorprendente, e che promette bene per la sua futura produzione letteraria.


Alessio Valsecchi


Articolo inserito il 01/08/2006 20:40:09

Ulteriori approfondimenti su: http://www.latelanera.com/editoria/recensioni/recensione.asp?id=8886981600

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